martedì 11 marzo 2014

La Voce di Raffaella Carrà contro il buonismo

C'è una cosa, tra altre mille, che contraddistingue la tv quando di mezzo c'è Raffaella Carrà: ed è la qualità. Sì, quella caratteristica che dovrebbe far parte di ogni secondo, di ogni briciola di arte ma che col tempo si è lasciata morire a discapito della mediocrità. Ma, fortuna per noi, Raffaella c'è, Raffaella è tornata, e per il secondo anno consecutivo è alla guida di "The Voice of Italy" insieme ai colleghi Piero Pelù, Noemi e la novità J.Ax


Il successo di pubblico e critica della passata edizione è pronto ad essere riconfermato da quella che sta per partire, immutata nell'aspetto ma piena di novità nella sua costruzione: a partire dall'energia aggiunta e dalla voglia di fare, per davvero, la differenza. 


Differenza in termini non solo artistici quanto umani, di educazione: altro concetto sconosciuto per il quale, nell'edizione 2013, Raffaella e compagni sono stati additati come perbenisti.  


"Non parlate, vi prego, di buonismo! Quando noi scegliamo qualcuno, un'altra persona se ne va via" spiega la Carrà nel corso della conferenza stampa riservata ai giornalisti, "C'è modo e modo di mandare via una persona: non vedo perché non essere educato, gentile anziché infrangere i sogni di una persona dicendo "Non vai bene, vai via, torna a casa!". Questo non è buonismo: è buona educazione che io credo stia bene ovunque". 


Raffaella Carrà risponde alle domande ma nelle sue parole c'è più una lezione di vita che una semplice intervista da compilare:"Nella musica servono tre cose per diventare famosissimi: una bella voce, una bella canzone e tanta fortuna. A "The Voice" arrivano tuttavia ragazzi che hanno già un tirocinio notevole e mancano, quindi, le altre due cose: la bella canzone e la fortuna per creare dei numeri uno. La nostra speranza è che da qui possa partire qualcuno in grado di arrivare al grande successo".











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