venerdì 11 ottobre 2013

Come Rita non c'è nessuno

Quando ero piccolo, mia mamma mi raccontava di Rita Pavone: delle sue avventure in televisione, delle sue canzoni, la dipingeva non tanto quanto un fenomeno ma come un'artista in grado di saper fare tutto e in modo eccelso, impeccabile. Ora che son grandicello, mi ritrovo io ad ascoltare Rita Pavone, a conoscere a memoria i suoi immensi successi e a telefonare a mia mamma emozionato per raccontarle di averla incontrata. 


Dopo aver vissuto di persona la magnifica esperienza del live all'Arena di Verona insieme a Gianni Morandi, ho avuto la fortuna di incontrare Rita Pavone a pochissime ore dalla pubblicazione del suo nuovo, doppio album in studio, "Masters", che segna il suo ritorno sulle scene a nove anni di distanza dall'ultima performance on stage. 


"Masters" è un progetto ambizioso, una collezione di grandi brani nati dal genio creativo di alcuni tra i più immensi interpreti della musica dell'ultimo secolo, rivisti e personalizzati da Rita assecondando il suo gusto e le idee che da 50 anni accompagno la fantasia di questo disco. "A 12 anni amavo un genere che tutte le mie coetanee non conoscevano e mi domandavo come fosse possibile. Cantavo certi brani e tra me e me pensavo a quanto sarebbe stato bello, un giorno, inciderli facendoli magari anche in italiano." racconta la Pavone, "Ci sono pezzi bellissimi come "By myself" originariamente cantata da Fred Astaire che ho sempre pensato poter essere splendidi se riportati ai giorni nostri". 


Rita Pavone ed il coraggio, dunque: quando un'artista ha attraversato 50 anni della nostra storia non celando la voglia di rimettersi in gioco e di sorprendere non si può che gioire e godere della nuova arte che regala. Arte che diventa sinonimo di qualità, di eleganza e di professionalità sconfinata: così non fosse, non sarebbe chi è nel percorso umano, culturale ed artistico di ognuno di noi. 


"In questo album ci sono le sensazioni che io amavo in quel momento: un cantante deve avere l'opportunità di poter cantare un pò di tutto, essere versatile, crearsi una credibilità. Detesto aprire un disco ed ascoltare la stessa canzone per quarantacinque minuti: io devo divertirmi" dichiara la Pavone, che aggiunge "Io devo gratificare prima di tutto Rita: se poi gratificherò anche tutti gli altri ne sarò contenta. Per questa volta ho voluto pensare a divertirmi, a cantare come voglio, a fare le cose esattamente come le avevo in mente". 


Ecco il segreto per essere dei grandi: essere se stessi e non conoscere compromessi. Come quei maestri, quei "masters" di cui Rita Pavone canta.

Rita Pavone & Cristiano Malgioglio

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