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lunedì 27 gennaio 2014

Biagio: musica per la strada

Non sempre un artista può permettersi il lusso di spogliarsi di ogni cosa per poter mettere la propria musica a totale disposizione della gente, del suo pubblico. Non che un concerto non segua questa dinamica ma nel caso di Biagio Antonacci e della sua decisione di esibirsi in Piazza Mercanti, sabato pomeriggio, la strada intrapresa esce dalle logiche del mercato per arrivare dritta ad un traguardo: il cuore. 


Un live acustico, tre musicisti, mille migliaia di persone ed un unico, continuo coro ad accompagnare i successi di Biagio desideroso di cantare per la gente e tra la gente in quello che è stato un omaggio alla musica da strada e agli artisti che in essa trovano espressione e poche volte riconoscimento alle doti espresse. 


Energia, musica ma anche e soprattutto sincerità nel raccontare al pubblico il proprio vissuto con canzoni che fanno parte di noi, da decenni ormai, volenti o nolenti. 


Canta "Io ci voglio credere: e tu?": sì, sembra ovvio che, credendoci, la musica diventi più forte di qualsiasi barriera. Un istinto primordiale che ti porta, come dice Biagio, "a prendere magari non la decisione migliore ma a scegliere il tuo bene".









mercoledì 15 gennaio 2014

Intervista a Paola Iezzi

Ci potrebbero volere ore a raccontare un'Artista e le sue dimensioni, così come servirebbero pagine intere anche solo per poterne tracciare i confini entro cui muoversi. L'arte, per sua stessa natura, non conosce definizioni e può soltanto essere ascoltata, avvertita, vissuta, ammirata. 


E'un mio grande privilegio quello di aver potuto assistere al processo creativo che sta dietro ad un nuovo progetto musicale ed iconografico che vede protagonista Paola Iezzi: amica, Artista, ragazza che, attraverso la sensibilità e profondità emotiva con cui aderisce alle idee che elabora è, per me, una costante esortazione al dare il meglio, ad evitare la superficialità e la casualità degli eventi.
"Il mio obiettivo è essere sempre felice di quello che produco: creare è vitale". afferma Paola.
"Se perdo te" è il suo ultimo progetto musicale e questa è l'intervista che le ho fatto sul set al termine di un'intensa giornata di shooting. Buona visione!

1. Il progetto "Se perdo te" 0:07
2. La moda e l'immagine 2:10
3. Perché Topolino per "Se perdo te" 3:50
4. La carriera da DJ 4:44

5. Gli obiettivi futuri
6. Il denaro è il lavoro creativo 1:43
7. L'Italia e il suo panorama artistico oggi e nel passato 2:46
8. Il rapporto con il pubblico 7:24

9. La realizzazione della parte artistica oggi

Intervista di Marco Piraccini
Make-Up e Capelli Letizia Maestri for MaestriMKUPStudio
Paola indossa felpa PORTS 1961, anelli Alexander McQueen,
orecchino Givenchy, bracciale Dolce&Gabbana


giovedì 2 gennaio 2014

Cristina, paladina dei sogni

C'è un qualcosa di magico e straordinario nella persona di Cristina D'Avena che non deriva soltanto dalle favole da lei cantate ma anche e soprattutto da una naturale attitudine ai sogni che l'ha portata ad essere stata scelta dai cartoni animati stessi e non il contrario. 


Una certa carica empatica e sognante non la si improvvisa: si nasce speciali e lo si diventa ancor qui quando si ha la forza di portare a testa alta l'orgoglio di sentirsi un sognatore senza essere scalfiti dai venti contrari della realtà. 


E' stato bello ed importante iniziare il 2014 con il concerto di Cristina D'Avena e i Gem Boy nel cuore della mia Romagna, a Gatteo: lì dove le tradizioni hanno preso forma attraverso i suoni e le suggestioni di una terra che ancora ha voglia di sognare, ecco che l'uragano D'Avena ha amplificato ogni sorriso, ogni speranza e gioia dei presenti. 


Di chi era lì storcendo il naso per poi ritrovarsi a cantare ogni sigla tv presentata così come di tutti -tantissimi- quelli che volontariamente hanno deciso di inaugurare l'anno premiando il bambino che vive in noi e troppo spesso addormentato. 


Grazie Cristina: solo e soltanto questo mi sento di dire. Ingenuamente mi facevi fantasticare allora, consapevolmente rafforzi ora, in me, la voglia di toccare con mano tutti i miei sogni. Puffappero.






mercoledì 1 gennaio 2014

Mengoni: 2014 volte "grazie"

Si dice che il modo in cui si conclude l'anno sia il biglietto da visita per quello che verrà: non possiamo, dunque, che aspettarci un 2014 fuori dagli schemi per noi e per Marco Mengoni data la magia creata, vissuta, trasmessa in quel di Rimini. 


Un'atmosfera densa di bene, di spontaneità e voglia di fare ha accolto il concerto di Re Marco e le decine di migliaia di persone accorse per applaudire l'artista che più di ogni altro ha segnato i 365 giorni appena conclusi percorrendo a tempo di record la strada che l'ha condotto al ruolo di leader. Mediatico, musicale, artistico: non per niente di Mengoni si dice essere il capo di un esercito, non per niente quello che ha fatto, che ha cantato ed agito è così grande e di così elevato pregio da potersi considerare un'impresa. Titanicamente vinta. 


Il capodanno di Rimini è stato un successo in ogni sua nota, in ogni suo sorriso: preludio, questo, ad una magia che non può esaurirsi poiché se il bene genera bene, allora l'affetto che il pubblico dimostra nei confronti di questo miracoloso venticinquenne non può che portare alla realizzazione di altre esperienze, di altri sogni che hanno la forma della voce e delle sue frequenze. 



Il meglio deve ancora venire, scrive Marco: che sia, dunque, per tutti noi l'augurio più bello. Crederci ancora.







mercoledì 25 dicembre 2013

Saluti ed auguri al Re!

In pochi possono scegliere, tra le date disponibili, di sfidare proprio una Festività come questa per celebrare il proprio compleanno: a volte, si dice, il destino è nel nome, altre è proprio nella data di nascita. Oggi è nato un Re. Un altro, ok. 


Scegliere di fare gli auguri a Marco Mengoni, oggi, è piuttosto imbarazzante: per che cosa? Per il Natale? Per il compleanno? Per tutto quello che questo 2013 è stato per lui ma anche e soprattutto per l'esercito di fans che è riuscito a raccogliere e far sognare? 


Faccio uno sforzo e provo ad immaginare un augurio che si possa plasmare a seconda delle necessità di cui sopra: tutto sommato ogni punto elencato ha in comune con gli altri una dimensione fatta di emozioni e di sogni che rendono inevitabile la voglia di festeggiare. Di celebrare una giornata già importante di per sè e quest'anno, più che in passato, ancora più preziosa: dunque auguri, Marco! 



Sono certo Santa Claus non saprebbe quale regalo portarti se non la capacità di continuare a stupirti per quello di bello che ancora accadrà e che meriti.




Marco & Marco, backstage di X-factor

domenica 22 dicembre 2013

Laura, che insegna il bene da 20 anni

E' quello che ho pensato per quasi tutte le tre ore di concerto di Laura Pausini ieri, al Medilanum Forum di Assago, per l'ennesima data sold-out del suo "The Greatest Hits World Tour": qui non si tratta soltanto di musica ma anche e soprattutto di bene. Già, quel sentimento così difficile da decifrare e descrivere che, probabilmente, può soltanto essere percepito, vissuto, sentito e provato senza possibilità alcuna di destinarlo alle parole: tranne nel caso delle canzoni che, spesso, sanno se non generare, per lo meno imitare questo stato d'animo. 


Laura Pausini è nuda su quel palco: non importano i bellissimi abiti di Giorgio Armani che la vestono per l'occasione, dopo 20 anni dal suo esordio nel cuore di milioni di persone c'è ancora e sempre più la stessa ragazza stupita di fronte all'emozione, la stessa ragazza che sa piangere per un applauso e che vive senza filtri l'affetto che sgorga da ogni battito di mani a lei rivolto. 



Laura come esempio di profondità artistica ma anche e soprattutto di umanità: la protagonista del "Greatest Hits World Tour" non è solo la musica che in 20 anni è entrata a far parte del genoma di una nuova generazione di persone ma è la sua anima, pronta a spogliarsi per trasmettere la bellezza della verità, il bisogno di vivere e viversi aderendo all'amore che si prova e di cui non vergognarsi mai. 


"Fai quello che sei", è il suo inno, e la gente attorno a lei piange, ride, si commuove, esulta: semplicemente vive quella gioia incontaminata che il sapersi accettare promuove. 



Laura Pausini orgoglio dell'Italia, dunque: ancora una volta e in attesa di festeggiare nuovamente, tra qualche decade, l'amore per la famiglia, per se stessi e per la passione magari insieme a tutti quei bambini che ieri accompagnavano i genitori lungo un percorso cui la musica di Laura ha dato loro il "Benvenuto".