Non solo è il mio slogan da quando ho memoria ma, da ieri, il titolo del nuovo show di Raiuno che, dopo l'anteprima di lunedì 28 aprile, sarà trasmesso in prima serata ogni venerdì.
Amanda Lear
"Si può fare" è, sin dalle sue radici, un esperimento che miscela tutto quello che di migliore e più vicino alla perfezione artistica la tv abbia mai partorito nei suoi ultimi decenni: alla conduzione di Carlo Conti (fresco, fresco confermato nuovo presentatore del Festival di Sanremo), infatti, è affiancata la presenza di Amanda Lear, Pippo Baudo e Yuri Chechi in qualità di giurati.
Carlo Conti, Amanda Lear, Pippo Baudo
Una formula apparentemente semplice quella di "Si può fare" che vede 12 concorrenti noti sfidarsi in discipline ben lontane dai talenti che li hanno resi celebri: sport acrobatici, musica, balli ed abilità da giocoliere si intrecceranno nel corso di 5 prime serate per far divertire il pubblico all'insegna del buon gusto e del divertimento più genuino.
il cast
La garanzia degli intenti viene infatti sottoscritta dalla giuria che, mettendo per un attimo da parte il "signore degli anelli" Chechi, riporta Amanda Lear e Pippo Baudo a sottolineare a suon di sapienti parole il ruolo che il talento e la preparazione artistica hanno da sempre -e dovrebbero ora- governato le leggi dello spettacolo.
Ammirare la bravura, dunque, sarà lo spettacolo al quale saremo chiamati ad apprendere: è così raro, ad ora, trovare lo spessore nei contenitori televisivi cui siamo sottoesposti che qualche telespettatore di fronte alla proprietà di linguaggio di Conti, all'ironia di Amanda Lear e al bagaglio culturale di Baudo potrebbe pensare che, al giorno d'oggi, aver talento... sì, si può fare.
E'stata sicuramente una delle più interessanti ed entusiasmanti settimane della mia vita: non tanto perché non avendo avuto il tempo di fare colazione, pranzo e cena per 5 giorni mi ritrovo, ora, ad essere la sosia di Kate Moss dei tempi d'oro, quanto per la miriade di ispirazioni, idee, visioni ed emozioni dalla quale son stato travolto.
Roberto Cavalli fashion show
Ho accompagnato, innanzi tutto, le persone che più amo ed ammiro ad alcune sfilate (Frankie Morello, Imperfect, Roberto Cavalli, Daniele Carlotta e Krizia) potendo, così, amplificare l'emozione del momento con la bellezza del condividere un vissuto importante con chi rispetti: ho potuto apprendere, imparare, capire molto più da questi 5 giorni che da anni interi.
Semplicemente mi sono lasciato trasportare dall'istante non rinunciando a nulla se non alla pigrizia: osservare con sguardo critico ed elaborare idee su quello che si vive è un esercizio cui dovremmo essere richiamati quotidianamente, discutendone con chi pensiamo possa comprenderci e, quindi, ampliare la nostra visione delle cose con costruttive critiche o lampi di genio.
Amanda Lear at Roberto Cavalli fashion show
Ellie Goulding at Roberto Cavalli fashion show
Mi è piaciuto molto il tono di questa fashion week -e, sia chiaro, non stiamo parlando di un evento di importanza vitale o necessario ad un cambiamento del mondo-: c'è stata tanta voglia di fare, di osare, sempre e soltanto, però, attenendosi al buon gusto senza cadere nella mediocrità.
Lapo Elkann and Franca Sozzani at Vogue Talents
Krizia fashion show
Ilaria D'Amico at Versace fashion show
Son sempre più allergico al vuoto esistenziale: questa è la certezza che, più di ogni altra, si è fatta strada in me in questi giorni. Tra sorrisi, provocazioni ed incontri, vi lascio in foto e video i miei appunti visivi su quanto appena vissuto. In ultimo ma non per ultimo, Amanda Lear e Paola Iezzi sono state, per me, le punte di diamante di tutta questa favolosa bellezza.
Krizia fashion show
Roberto Cavalli fashion show
Roberto Cavalli fashion show
Roberto Cavalli fashion show
Paola Iezzi at Maria Grazia Severi showroom
Syria at Krizia fashion show
Mietta at Krizia fashion show
Franca Sozzani at Emporio Armani fashion show
Ilaria D'Amico at Versace fashion show
Elisabetta Gregoraci at Maria Grazia Severi showroom
Maria Grazia Cucinotta at Maria Grazia Severi showroom
Elisabetta Gregoraci at Maria Grazia Severi showroom
Paola Iezzi and Maria Grazia Cucinotta at Maria Grazia Severi showroom
Amanda Lear at Daniele Carlotta anticipation for a/w collection
Amanda Lear at Daniele Carlotta anticipation for a/w collection
Niente più di un'opera d'arte può e deve essere esposta in una galleria. Non è difficile, dunque, capire perché la prestigiosa Art Gallery di Milano abbia invitato Amanda Lear nei propri spazi organizzandone una mostra di quadri concepiti e creati dall'estro dell'artista stessa.
Amanda Lear: "Visioni" @ Milano Art Gallery photo: Marco Piraccini
Ma anche senza quadri Amanda Lear andrebbe protetta e messa in risalto sotto le luci di un museo: già, perché è difficile concepire la potenza di una persona nella quale e per la quale l'intelligenza, l'ironia, il talento e la bellezza sono direttamente proporzionali.
Amanda Lear: "Visioni" @ Milano Art Gallery photo: Marco Piraccini
Ma Amanda è così: protagonista su un palcoscenico, provocante in sale di registrazione, geniale di fronte ad una tela bianca. "Visioni" è il titolo del vernissage in cartellone a Milano sino alla fine di agosto: una mostra nella quale la divina (come titola la sua nuova pièce teatrale) Lear si racconta attraverso i colori, le sfumature, le idee e le percezioni che caratterizzano il suo modo di vedere la vita e di approcciarsi ad essa.
Amanda Lear: "Visioni" @ Milano Art Gallery photo: Marco Piraccini
Con fantasia, certo, ma anche con tanta forza, decisione: lo dimostrano i suoi dipinti nei quali si passa da colori tenui, dolci, al tratto forte e permanente che delinea, tra le varie, "La pantera". Emblematica è anche la "figlia dei fiori", come si autodefinisce Amanda stessa, che vede nascere una variopinta flora dai capelli, o lo splendido Jimi Hendrix, così serio ma al contempo sereno poiché incorniciato da una cascata di colore.
Amanda Lear che non sfigura in una mostra, Amanda Lear che ci tiene a spiegare il significato delle sue opere, Amanda Lear che si racconta rendendoci partecipi della sua storia più simile ad una favola che alla vita. Ma, dopotutto, non ho forse detto in apertura che Amanda è molto più di ogni possibile definizione?
Amanda Lear: "Visioni" @ Milano Art Gallery photo: Marco Piraccini
Amanda Lear and Elio Fiorucci: "Visioni" @ Milano Art Gallery photo: Marco Piraccini
Amanda Lear: "Visioni" @ Milano Art Gallery photo: Marco Piraccini