Si è concluso al Teatro Nazionale di Milano il tour col quale Loredana Bertè ha salutato i suoi primi 40 anni di carriera: da due anni on the road, il "BandaBertè 1974-2014 Tour" ha ribadito nelle più importanti città d'Italia quale sia il valore inestimabile di un patrimonio musicale talmente unico da dover essere necessariamente considerato parte della storia. E del presente, così come del futuro.
La grinta e le emozioni di Loredana Bertè non possono essere scisse: l'una genera le altre e viceversa.
Definire questa Artista è un azzardo poiché di lei si potrebbe dire tutto ed il contrario di tutto: ad eccezione del fatto che quasi come nessuna appartenga alla storia della nostra cultura scandendo il tempo con musica e parole a cui nemmeno gli audaci possono auspicare.
40 anni di Loredana Bertè sul palco, 40 anni di pelle d'oca.
Il teatro era colmo, strapieno e, per quanto imponente, non è stato abbastanza per contenere l'entusiasmo ed il calore del pubblico accorso ad applaudire i 40 anni di Loredana Bertè sul palco. Il Teatro Nazionale di Milano è stato testimone di un evento importante, storico: è stato il terreno in cui l'arte è rinata dalle proprie ceneri prendendo un ampio respiro atto a gridare con più forza ed energia la necessità di essere e cantare.
Quest'arte si chiama Loredana e da quarant'anni, signori e signori, segna la nostra storia graffiando l'anima con note potenti, parole disperate, sensazioni inarrivabili di sogni disillusi e denunce sociali che tutti tacciono. Tranne lei. La Bertè ha dimostrato con emozione l'importanza del suo sentire scandendo a colpi di capolavori musicali oltre due ore in cui tutto è stato perfetto, esattamente come ce lo si aspettava.
E i detrattori, coloro ai quali piace l'idea di una critica come se togliendo all'Arte si appropriassero di un qualche valore, sono rimasti senza parole, a bocca asciutta: Loredana ha ben chiarito e delineato il concetto di professionismo artistico.
Un'artista, la Bertè, che non ha bisogno di effetti speciali: per stupire le basta cantare quello che sente e come lo sente, la sua visione del mondo senza freni o falsi pudori. Una vita spericolata messa in musica, una vita i cui dolori hanno trovato cura soltanto nelle note, una vita segnata dalla mancanza di freni emotivi: la musica di Loredana è vera, è sincera. Per questo resiste ed esiste da oltre 40 anni: in caso contrario, si sa, si sarebbe dissolta come una nuvola.
Ascoltare Loredana Bertè cantare è un pò come affrontare un viaggio dentro noi stessi: ci sono i traumi del passato che proiettano ombre sul presente, ci sono i sogni che rinvigoriscono il temperamento così come le cadute che rovinosamente ti spezzano le ossa. Ma, in primo luogo, c'è la tenacia legata alla necessità di dare, di comunicare, che come il miraggio di acqua nel deserto diventa pretesto per vivere. Per lottare.
Loredana è una forza della natura: stravolge le regole per farne di proprie, si impossessa delle note per gridare il suo disperato bisogno di essere ascoltata, capita ed amata. E così è. Da decenni. Lo dimostrano, ancora una volta, le persone -o meglio le diverse generazioni- accorse ieri sera nel tempio romagnolo del rock, il Velvet di Rimini, per vivere l'esperienza di questa "Bandabertè live 2013-2014".
Loredana è ed esiste per il suo pubblico: pazienza la febbre che l'ha colpita in giornata, pazienza l'elevata temperatura, pazienza l'attesa snervante di chi è accorso per vederla scivolare, per sentirla stonare.
Amara delusione per chi non sa credere, per chi non conosce la fiducia: la Bertè è stata grandiosa, emozionante, grande, comunicativa, lottatrice.
Ci ha resi partecipi di un suo mondo fatto di note, di notti in bianco, di sogni sognati e di idee abbandonate: ci ha aperto il cuore e ci ha fatto sentire che anche lui, battendo, produce musica.
L'Italia, si sa, è il Paese delle contraddizioni: si è pronti a condannare una persona perché traboccante di coraggio e non in linea col perbenismo imperante per poi venerarla negli anni, nei decenni a venire, dopo il dolore irrimediabilmente causato. Ne sa qualcosa Mia Martini. Ne sa qualcosa la sorella, Loredana. L'Italia è anche, tuttavia, un Paese nel quale, talvolta, la voglia d'essere e di lottare può essere più forte del male imposto: è il caso della Bertè.
Loredana Bertè live @ Firenze
Pazza, simpatica, odiosa, brillante, sfuggevole, geniale: tutti i pregi ed i loro contrari vivono nel mito Bertè: un nome, un simbolo, un'istituzione che ha portato e porta tra di noi e nella nostra storia pezzi d'arte, capolavori che soltanto a citarli "ci vorrebbe la Treccani", come Loredana stessa non ha mai perso occasione di ribadire. Ed è la verità: non bisognerebbe avere paura di dirlo.
Loredana Bertè live @ Firenze
E'forse un male dare del genio a chi è sempre stato ed è avanti nel tempo e nello spazio? E' forse una pecca quella di riconoscere ad un'artista il merito di aver saputo e di sapere ad ora radunare sotto lo stesso palco diverse generazioni a confronto? E' forse sbagliato dire che Loredana Bertè è mostruosamente brava? Diamo a Cesare quel che è di Cesare: e alla Bertè quel che le spetta.
Senza perbenismi, appunto: senza stare ad indagare le follie, le liti, le incomprensioni tipiche di chi ha sofferto e soffre. Al di là degli sbagli di cui nessuno è privo, al di là degli errori magari nati dalla voglia di dare qualcosa in più di quello che le forze in quel momento concedono: davanti a tutto questo e ad una marea di perché e per come, non è difficile, se si vuole essere obiettivi, ammirare un'Artista che magistralmente ha saputo modellare l'Arte regalandocene una forma nuova.
Loredana Bertè live @ Firenze
Sfido chiunque, anche chi desideroso di non abbandonare la mediocrità per paura di sentirsi perso, a dire che domenica sera, al teatro Obihall di Firenze, Loredana Bertè non sia stata semplicemente ed assolutamente perfetta nelle due ore e mezza (e sottolineo i 150 minuti) di concerto tenuto insieme alla nuova Bandabertè. Davvero: sono desideroso di cogliere la sfida. Forse perché consapevole di non avere avversari.
Le persone, troppo spesso stupide, già da infiniti minuti gridavano insulti relativi alla protagonista della serata: le gente accorsa per il concerto sapeva chi e cosa avrebbe visto ma, spinta dalla voglia di superficialità, si è lasciata andare a squallidi commenti ed invettive contro la motivazione per quale essere lì. Poi le luci si sono spente e lei, grande e fragile, appare silenziosa sul palco per sistemare le sue cose: tutt'attorno silenzio, l'attesa è stata dimenticata e forse qualcuno avrà provato un briciolo di rimorso verso quanto gridato sino a pochi secondi prima.
Loredana Bertè live in Rimini
Loredana Bertè apre le porte della sua leggendaria carriera e canzone dopo canzone, emozione dopo emozione, con la fatica tipica di chi davvero ama quel che fa seppure imprigionato in una sofferenza che ne impedisce la massima espressione, canta, vive le sue esperienze: le metabolizza un poco alla volta, le sente di nuovo sue sino a farsele calzare addosso come un abito tagliato su misura.
Loredana Bertè live in Rimini
Loredana rappresenta la forza e la debolezza: una guerriera della musica ferita dal suo stesso temperamento. Ma l'emozione fa parte di lei, è quel bagliore che trafigge la sua corazza sino ad illuminare la platea che ha di fronte.
Loredana Bertè live in Rimini
Le gridano "Sei bellissima" ed è così: lei si lascia andare ad un sorriso, con timidezza, e toglie gli occhiali da sole che usa come scudo verso il mondo per vedere chi ha davanti per poi concludere il concerto dicendo:"Spero di essere nei vostri pensieri in un qualche modo. Vi amo davvero.".
E lei nei pensieri c'è: esiste e vive tramite la Musica che è parte di sé e, di riflesso, nostra.
Tanto inatteso quanto gradito il ritorno discografico di Loredana Bertè: non solo il pezzo è bello, bellissimo, e la voce di Lola risplende di una nuova luce ma, finalmente, dopo anni di registrazioni ad opera del Canta Tu la cantante è tornata in un vero e proprio studio discografico. "Ma quale musica leggera", titolo dell'inedito appena rilasciato in rete e su I-Tunes, vanta la collaborazione di Edoardo Bennato: dopo Gigi D'Alessio, insomma, Loredana è stata corteggiata da un altro importante cantautore italiano che, diciamolo, ben si sposa all'anima rock dell'interprete.
Loredana Bertè
Mi piace molto questa "Ma quale musica leggera": mi piace il fatto che nel testo vengano sminuiti i luoghi comuni sulla musica, sul pubblico, su chi è solito seguire ed abbandonarsi alla sempre più svilita cultura pop.
Amo la grinta e la rabbia con cui Loredana si affaccia al pezzo come se stesse cantando di lei, della sua voglia di trasmettere l'amore per la musica, la sua Musica, che di leggero non ha niente poiché sentita e vissuta. E' difficile farlo ma speriamo che i nervi siano dalla sua e che di Bertè, nella musica, ce ne sia sempre di più.