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giovedì 28 novembre 2013

La (ri)nascita di Loretta

Ci sono casi in cui chiamare una persona col proprio nome significa acclamare la leggenda. Loretta Goggi fa parte di questa casistica. Lei stessa fatica a comprendere l'amore di un pubblico sempre più vasto e variegato che da decenni la segue tra tv, musica e teatro: non riesce a darsi una spiegazione, Loretta, del perché nelle platee che l'applaudano ci siano bambini così come anziani o, ancor meglio, intere famiglie che vivono la sua dimensione artista col medesimo entusiasmo. 


Eppure basterebbe pensare anche solo alla più piccola parte del repertorio artistico e culturale della Goggi per accorgersi che venerare un'attrice, una cantante, una ballerina, una presentatrice, un'imitatrice, una doppiatrice non è poi così sbagliato e lontano dalla logica: soprattutto non è così comune. 


Loretta Goggi mantiene oggi come allora l'entusiasmo innato di chi si approccia allo spettacolo con devozione e preparazione: la forza delle sue performances così come quella del potere comunicativo che l'Artista possiede sono caratteristiche emblematiche di un talento legato indissolubilmente al mito. 


Non sorprende, dunque, che Loretta Goggi abbia ad oggi la voglia di rinascere, di sconvolgere nuovamente i piani con le idee legate alla sua voglia di far spettacolo. In grande. "Io nascerò", il titolo del volume autobiografico appena dato alle stampe, racconta proprio come l'Artista Loretta Goggi, ma ancor di più la donna, possa trarre forza dalle proprie fragilità per poter approdare a nuovi livelli, a nuove consapevolezze, a nuove dimensioni nelle quali far prevalere il talento sopra il perbenismo o il vuoto concettuale. 


Attraverso le sofferenze affrontate nel momento in cui ci si ritrova per la prima volta nella vita ad essere sola, la Goggi illumina il suo pubblico con la speranza ed il sorriso da sempre emblemi del suo modus operandi. Una vita, quella di Loretta Goggi, che davvero coincide con lo spettacolo: quello del saper vivere, del saper imparare e trasformarsi in una leggenda.


giovedì 31 ottobre 2013

Ellie Goulding, semplicità che brucia

Alzi la mano chi almeno una volta negli ultimi mesi non ha saputo togliersi dal cervello "Burn" pur desiderando, magari, il silenzio. Per non parlare di "I need your love" nel corso dell'estate appena passata. Io, senza ombra di dubbio, sono stato colpito da Ellie Goulding: prima molto delicatamente, quasi fosse soltanto un nome che mi ronzava nella mente, poi, piano, piano, la scoperta del suo talento, la meravigliosa semplicità del suo saper domare la scena mi hanno letteralmente travolto. 

Ellie Goulding meeting fans
Oppure bruciato, per rimanere in tema dell'ultimo successo di questo giovanissimo angelo britannico. E' sempre bello, bellissimo, quando giovani talenti riescono, col tempo e nel tempo, a ritagliarsi una propria strada o, semplicemente, ad accendere le luci sul tracciato che già hanno percorso negli anni senza demordere, senza ascoltare i "No", i "Mai". 

Ellie Goulding meeting fans
E' confortante potersi ritrovare negli occhi di una giovane ragazza, già superstar planetaria, osservando la curiosità con cui si approccia al pubblico, la gioia ed il rispetto che nutre verso chi le ha permesso di vivere il proprio sogno: è bello, bellissimo, emozionarsi lungo dimensioni sonore nelle quali risultano assenti gli scandali per lasciar spazio ad una disarmante semplicità. 


Ecco, Ellie è un idolo per milioni di persone nel mondo, eppure è esattamente come ciascuno di quei fans  che in lei trovano un sorriso, una certezza: come loro guardano lei con ammirazione ed emozione, così Lei trova in loro la propria passione, l'amore per quel che fa ed è.

Ellie Goulding meeting fans
Ellie Goulding meeting fans
Ellie Goulding meeting fans

giovedì 17 ottobre 2013

Elisa, l'anima che vola

Sarebbe sin troppo facile parlare di come e quanto sia cambiata rispetto ai suoi esordi: tutto sommato mi basterebbe pensare a me, in quella caldissima estate del 1997, sotto il sole cocente dell'Heineken Jamin Festival, intento ad ammirarla su quel palco, piccolissima rispetto a quello che la circondava ma immensa con la sua voce. Io ero un'altra persona: perché Elisa non dovrebbe essersi evoluta?


Sto ascoltando "L'anima vola", il nuovo album che la cantante ha appena pubblicato, il primissimo totalmente in italiano della sua carriera: sembra difficile inizialmente riconoscere la stessa artista che mi fece scatenare all'epoca e per tanti altri anni ancora, nonostante la voce sia la stessa. Perfetta, angelica, intensa ed introspettiva. Sono anni che Elisa ha, come da migliore tradizione di artista, intrapreso un cambiamento: è inevitabile, non solo perché da ragazza ci si riscopre donna, ma anche e soprattutto perché da donna ci si ritrova madre una volta, ed un'altra ancora.


L'Elisa che ascoltavo "adolescente", nonostante ci separino una manciata d'anni, era una ragazza che usava la musica come valvola di sfogo, una ragazza che usava la voce per gridare il proprio mondo con la forza di un dono inarrivabile ed irripetibile. Un talento più unico che raro. L'Elisa di ora, l'Elisa che dedica la sua musica all'anima che vola, usa la voce per cullare le proprie emozioni, per sollevare le impercettibili sensazioni di donna e madre ad una dimensione nella quale i sogni, le paure e le bellezze che le appartengono sono un tutt'uno col mondo che vive e che si è costruita.


La grinta rime, viene soltanto incalanata attraverso binari sensoriali diversi: sorrisi, occhi che gridano felicità, brani dedicati all'amore che ha prodotto e custodisce. "Sarà difficile chiederti scusa per un mondo che è quel che è, Io nel mio piccolo tento qualcosa, ma cambiarlo è difficile" canta Elisa in una delle tracce più preziose dell'album, "A modo tuo": e a modo suo Elisa ci insegna il cambiamento e la bellezza di amare. Basta chiudere gli occhi, lasciarsi trasportare dalla sua voce e ritrovarsi in quella sottile dimensione in cui "l'anima vola".

"L'anima vola": il nuovo album di Elisa
me & Elisa

lunedì 7 ottobre 2013

Ho incontrato Cher #2

Vorrei usare poche parole per raccontare la giornata che ancora non è finita: vorrei solo che potessero esserci vocaboli appropriati a dipingere il quadro di quello che è successo, che ho vissuto. Una sola premessa: credo che nulla al mondo sia più importante dell'essere sinceri in quello che si dice e si fa, nel rapporto con gli altri, anche con chi si incontra per la prima volta. Per questo credo che non esista il caso: forse lasciandoci guidare dal corso degli eventi, sentendoci vivi in ogni respiro che facciamo, forse in questo risiede la magia che dovremmo essere in grado di cogliere e sviluppare. Stamattina c'è stato il primo raduno della Cher Crew italiana sotto le porte di Radio Deejay. Pioggia e freddo non hanno impedito sorrisi, confidenze, pettegolezzi tra fans e nuovi amici: tante storie, tante speranze, un solo desiderio. VederLa. Ci avvertono di un improvviso ritardo, si insinua il dubbio dell'intervista cancellata ma guai a demordere! Ci ho creduto: non ho mai smesso di immaginarmi tra le mura della radio, vicino a lei che per l'occorrenza sarebbe stata.. rossa, almeno nelle mie fantasie. 

me & the one and only Cher
Alle 14 in punto mi viene permesso l'accesso alla radio.. si sono aperte le porte del paradiso da un certo punto di vista. Cher arriva: ed è rossa. Ed io sono fortunatamente seduto su una poltrona poiché in caso contrario non avrei retto al colpo. E' ancora più bella dell'immagine che avevo dipinto nella mente. Seguo l'intervista ed ho la fortuna di parlare a cuore aperto con una ragazza i cui occhi mi hanno aperto il cuore: non so quante cose posso averle detto, inglese permettendo, in venti minuti sembrate ore. So che alla fine di tutto mi ha domandato i miei numeri e recapiti. Così come Paulette, una delle migliori amiche di Cher, che vedendomi mi mostra il suo cellulare con una foto di Cher e me scattata due notti fa, quando accadde il miracolo di cui vi ho già parlato. Fortunatamente la Radio decide di far salire tutti i fans in strada e quando Cher termina l'intervista e ci vede.. si illumina. In Lei e nei suoi occhi si è letto l'entusiasmo di una bambina, l'amore verso il suo pubblico, verso chi si rispecchia in lei e in lei trova un motivo per cui essere felice. Nessuna finzione: nonostante sia un premio Oscar, Cher non recitata ma vive le sue emozioni, la sua verità, e ci vuole partecipi di essa. Baci, abbracci, autografi ma soprattutto chiacchiere, risate, con lei pronta a guardare negli occhi la persona con cui parla, lei che tratta chiunque con la delicatezza e la magia di un eroe, di una favola. Seguono le foto di gruppo e tanti ringraziamenti ed una gioia nell'aria che non si racconta.
Potrei già dirvi che sono così felice da poter volare ma.. non finisce qui. Affatto. Vista la mia convinzione sulla necessità di non accontentarsi ma di dover necessariamente far tutto per i desideri che ci animano, io e la mia migliore amica decidiamo di viziarci e.. bè, essere pronti a sopportare ore nel dubbio davanti all'hotel che ospita Cher sperando, anzi SAPENDO, che l'avremmo rivista. Non dico "forse l'avremmo rivista" perché sapevo e so di essere nel pieno dei miei sogni e il dubbio, in essi, non è concesso. Tra caffè e biscotti succede che... avete presente l'amabile ragazza con cui ho trascorso l'esperienza a Deejay? Bè, che lei passasse da lì: basta uno sguardo e dopo un sorriso sincero le sue parole sono "Ora sta terminando delle interviste: voi NON muovetevi da qui che dopo sarà il VOSTRO momento. Ve lo prometto". Ecco... ora i sogni prendono la parola. Dolcezza chiama dolcezza, credo, così come la falsità ne chiama altra. Passano un paio di ore scandite dalle varie "abbiate pazienza!", "tra un pò tocca a voi" per poi sentirci dire: "ok, ci siamo". Il cuore ha forse smesso di battere così come potrebbe essere impazzito battendo ai mille all'ora, non lo so. 

me & the one and only Cher
Vengono fatti personalmente fatti chiamare da Cher gli altri fans fuori dall'hotel al freddo e in pochi minuti si riunisce nuovamente parte della Cher Crew. Non ci crediamo.. o forse sì, ma talmente tanto da far quasi male. Dopo 5 ore consecutive di interviste non-stop si apre una porta ed eccola lì: Lei, più bella che un sogno, sorridente, felice, magnifica, correrci in contro. I suoi occhi volano su di me e in un istante la sento dire "Oh, I know you very well!" mentre me la sono ritrovata stringermi fortemente le mani. Lei si sincera del fatto che non avessimo preso troppo freddo e poi ci fa domande sull'album, sulle nostre preferenze, ci chiede curiosità sui cimeli che ciascuno di noi le ha fatto autografare. A me, ad esempio, ha chiesto cose fosse l'adesivo attaccato alla copertina in cartone della target edition del suo ultimo album, "Closer to the truth". Una cavolata per molti, molto per me a significare l'attenzione che Cher ha riservato a ciascuna delle persone che ha incontrato: ognuno unico nella sua felicità, nella sua soddisfazione. 

my awards!
Nessuna fretta ma solo risate, domande e risposte: per un attimo mi sono guardato dall'alto cercando di realizzare cosa stessi realmente vivendo così quando mi sono visto, di fronte a lei, domandarle "Cher, will you tour Italy" per ricevere una risposta esposta tenendo i suoi occhi fissi nei miei... in quel momento ho capito che fantasticare è un limite. La realtà è molto più sensazionale di ogni sogno. Talvolta, credo, abbiamo paura delle nostre stesse emozioni: non siamo educati all'essere felici, contenti di noi ma, al contrario, al pensare che arrendersi al senso di colpa o ascoltare la vergogna sia un obbligo. Niente di più sbagliato: uscendo dalla gabbia imposta dalle nostre stesse convinzioni ci accorgeremmo che c'è un mondo, fuori, costruito esattamente attorno alle nostre aspettative. Se siamo in grado di elaborare un sogno è perché possiamo realizzarlo. Cher è stato ed è il mio. 

the Italian Cher Crew

sabato 5 ottobre 2013

Ho incontrato Cher

Potrei dirvi che non ho più sogni. Ecco, forse quello di preservare in me lo stesso ardore, la stessa passione, la stessa incontenibile gioia che provo adesso. E quello di far sì che in vita sia sempre così: credere talmente tanto in qualcosa sino a farla realizzare. Non fosse stato per quel tweet nel quale Cher salutava i suoi fans felice dell'esperienza televisiva in Germania raccontando di essere in procinto di decollare per l'Italia.. mai avrei potuto sperare in un miracolo. Avrei passato l'intera giornata di domenica attendendola in qualche aereoporto probabilmente. Invece no: l'ora è tarda, non arrivano più voli in città se non privatamente e.. abito proprio a ridosso dello scalo privato di Linate, a Milano. Ci penso: un'oretta o poco più e dovrebbe toccare suolo.. che faccio?! Grazie all'amicizia che sa amplificare le emozioni, in pochi minuti siamo in due, due matte, davanti alla barriera di piante e siepi dell'areoporto privato: si vede l'entrata, anche se molto lontana, si vedono una grande auto parcheggiata e due van al suo seguito. Si vede pure un enorme mazzo di fiori essere estratto dal bagagliaio e portato all'interno dello scalo. Che fare? E'un sogno: per questo le barriere non esistono. Non devono. 

Me & Cher. Grazie all'amico inseparabile Michele Maffei per la foto e la condivisione del Mio momento.
L'ingresso è blindato e transennato nonché sorvegliato da un esercito di telecamere: "mal che vada, penso, ci obbligheranno a tornare indietro: non ci arresteranno.. spero" e la guardiola in quell'istante appare vuota..disabitata nonostante la luce accesa. Entriamo con passo furtivo, ripresi dalle telecamere, e ci avviciniamo all'auto prescelta. Passa poco, pochissimo, ed uno stuolo di facchini inizia a scaricare valige su valige per poi lasciar spazio a... un enorme mazzo di fiori sorretto dalla più bella creatura che abbia mai visto. O meglio, quello che ho sempre sognato e visto nei film, in tv, sul web. Cher appare a pochi metri da me ridendo, felice, sembrava -probabilmente nella mia testa- avere un'aurea attorno. E' di un altro pianeta. Mi avvicino e un addetto alla sorveglianza mi punta contro una torcia accecante intimandomi di andarmene. Io la chiamo "Cher!" dico a voce anche piuttosto bassa e lei si gira, mi guarda, sorride e con un ampio gesto delle braccia dice "Come on!" facendomi segno di avvicinarmi. E'lì, io sono di fianco a lei, al mio sogno: la guardo e non ci credo. E' bellissima, proprio come un paio di ore prima durante la sua esibizione live a "Wettend Dass". Le porgo il cd e lei si arrampica sul tettuccio dell'auto per autografarlo. Mi chiede il nome e dopo poche lettere mi guarda come a dire "aiutami!" così le faccio lo spelling. Durante un'operazione che nella mia testa è durata ore, le ho detto di tutto tipo "I can't believe you're real" e credo pure di averle chiesto scusa per la miriade di tweet che le mando pregandola di non credermi uno stalker. Le ho chiesto la foto, dunque, nonostante la sicurezza continuasse a gridare di fare in fretta ma lei non sembrava curarsene. E'il turno del mio amico a cui Cher chiede il nome per un autografo ma lui le fa capire che basta la foto, per non rubarle troppo tempo. Ma dopo lo scatto, nonostante gli incessanti "velociiiiii" fuori campo, di nuovo Cher chiede il suo nome. Io la ringrazio, le dico "You're an angel" e lei, con aria di sfida, si gira verso la sicurezza urlante e guardandolo negli occhi gli dice "I know: I'M AN ANGEL!". Durante l'incontro l'assistente di Cher ha pure scattato delle foto che, chissà, magari prima o poi vedranno luce. L'ultima immagine che ho stampata nella mente è quella di Cher, accovacciata sul sedile posteriore della macchina, che stringe a sé i fiori inalandone il profumo ad occhi chiusi e con un dolcissimo sorriso. So che tutto questo è vero ed è successo poco fa. Per questo ho deciso di immortalare questo istante: dovessi aver sognato, le mie parole saprebbero farmi provare comunque qualche sensazione. Ve lo giuro, ragazzi: Cher è un sogno, un concentrato di umanità, gentilezza, bellezza, umiltà che possono appartenere solo alle leggende. E lei lo è. Sono cos felice che mi sarà impossibile dormire per qualche giorno..  
Sono e sempre più sarò convinto che bisogna lottare per i propri sogni e fare TUTTO quello che la mente ci lascia immaginare senza porvi freno: la forza che possediamo è milioni di volte maggiore di ogni barriera. A questo credo, e questo lo devo anche e soprattutto a lei, a Cher, una donna che mi insegna come nella vita vada tutto conquistato sempre e solo attraverso la consapevolezza che più forte di te non c'è nessuno. Niente! L'amore e l'amicizia aiutano in tuto questo: se veri, disinteressati, devono alimentare il nostro fuoco non permettendoci mai di farlo attenuare. Grazie a chi si potrà riconoscere in queste mie parole.

lunedì 24 giugno 2013

Gianna nell'anima

Non è facile nè scontato poter ascoltare con lo stesso interesse e con la medesima adesione motiva un'artista raccontarsi e cantare. Ma Gianna Nannini è così: un fiume in piena, un concentrato di vita, esperienze, suoni e dimensioni da dipingere col dialogo e rappresentare col canto. 


Grazie ai festeggiamenti della Milanesiana ho potuto ieri sera partecipare all'incontro tra la Gianna nazionale ed il pubblico nella magica cornice del Teatro dal Verme: dialogo che si è fatto poesia quando la protagonista della serata è stata raggiunta sul palco da Ermanno Olmi


La musica che si racconta, la musica che si spiega: Gianna Nannini è suono, è atmosfera, è azione ma soprattutto emozione, ricerca. Ascoltare dei suoi viaggi, immaginarla cantare mentre impegnata in una scalata in Nepal, quasi sentirne l'eco disperso nella valle per poi ritrovarsi così, in un'intima e sospesa atmosfera, ad ascoltarla mentre scava l'anima di alcune sue canzoni. 


Da una ninna nanna cantata senza strumenti al seguito a quella "Sei nell'anima" che fa parte di noi, del nostro bagaglio esperenziale. Per questo grazie alla musica, a quelle composizioni che di e per Gianna sono un "Inno" all'essere, al fare, ma soprattutto alla verità. Di se stessi, dell'arte, del mondo. Del suono.







sabato 2 marzo 2013

Nonostante tutto.. è già Maggio

..con qualche mese di anticipo è arrivato Maggio! E in un certo senso la giornata di ieri sarebbe potuta appartenere tranquillamente alla primavera inoltrata: sole, calore e musica nell'aria. Nello specifico, quella di un "nuovo" talento della musica che tutto è fuorché novello nel mondo delle sette note: Antonio Maggio, vincitore dell'ultimo Sanremo nella categoria giovani ma che già avevo apprezzato ed iniziato a seguire anni fa, quando partecipò e vinse alla prima edizione di "X factor" con gruppo degli Aram Quartet

Antonio Maggio on stage
photo: Marco Piraccini
"Nonostante tutto" è il titolo del suo album presentato ieri in una super affollata Feltrinelli nel corso di uno showcase acustico dove parole e musica si sono sposate alla perfezione: cornice emotiva ed emozionale perfetta per cogliere le emozioni di un Talento, le sue speranze, i perché ed i per come fare musica e crescere dentro ed attraverso essa. 


Mentre "Mi servirebbe sapere", brano con cui ha vinto la kermesse sanremese, risuona martellante nelle radio di tutta Italia, non posso che consigliarvi caldamente l'intero album: 10 piccole perle ognuna delle quali merita il più attento ascolto poiché di tutto si tratta fuorché di tracce riempitive o prive di maturità. 

me & Antonio Maggio
Personalità da vendere in questo "Nonostante tutto": quella di Antonio Maggio che dimostra come la tenacia e la professionalità alla lunga paghino. Se profondamente sentite e vissute con umiltà e passione, come lui dimostra.

Antonio Maggio on stage
photo: Marco Piraccini
Antonio Maggio on stage
photo: Marco Piraccini

martedì 4 dicembre 2012

Rettore e il meglio di una bestia.. da palcoscenico

Una, cento, mille Rettore: e tutte dentro uno stesso cd. Anzi, un cofanetto. E' uscito oggi "The best of the beast", lavoro antologico che racconta ciò che Rettore è: impossibile da definire poiché l'arte sfugge per sua stessa definizione ad ogni limite, qui a parlare sono le canzoni che hanno reso unica una carriera che splende da oltre trent'anni. 

Rettore presents "The best of the beast"
Brani che oggi come allora segnano una svolta poiché arrivano dritti proprio lì, al cuore, vi fanno breccia, contagiano il cervello e ne modificano le sinapsi: nella musica e nel mondo di Rettore c'è verità, c'è ricerca, c'è coraggio di essere a discapito delle regole. 

Rettore presents "The best of the beast"
Trainato dal singolo "Natale sottovoce" (QUI per vederne il videoclip), "The best of the beast" racconta con nuove sonorità il meglio di Rettore così come il suo ultimo disco di inediti "Caduta Massi" per un mix di suoni e sensazioni atti a risvegliare le coscienze assopite di chi si è arreso al triste percorso dell'uniformità; personale, artistica, ideologica. 


Rettore è ed è sempre stata se stessa e i suoi vissuti fatti di sofferenze ed ottimismo si cantano e traducano in una poesia che la stessa interpreta in conclusione dell'album:"E la noia è la compagna di chi non vuole mai soffrire..".


Come annoiarsi ascoltando questa poetessa rock dall'animo rivoluzionario?

"Natale sottovoce" video set

giovedì 29 novembre 2012

Mika celebra l'origine dell'amore

...e lo fa con passione: come si addice ad un sentimento come l'amore, appunto. Bravissimo e così sincero nel suo essere straordinariamente e incredibilmente se stesso, Mika oggi ci ha regalato una bella dose di adrenalina e stupore: atteso alla Fnac (che sia fatta Santa) per firmare copie del suo ultimo album "The origin of love" (che vi consiglio), questo folletto dalla grande voce ha invece sorpreso il pubblico regalando 5 performance live dei suoi successi in chiave acustica. 

Mika live at Fnac
Meraviglia, dunque, soprattutto per chi abituato a pensare e relegare il pop ad una dimensione fittizia fatta di suoni artificiali e di poco spessore: Mika ha dimostrato come siano la voce ma soprattutto la passione a valere quando si fa arte. 


Bello, bravo.. e con un gran sorriso: secondo me l'origine dell'amore che canta nell'ultima fatica discografica è proprio da ricercarsi nella voglia di essere se stessi. 

Mika live at Fnac
Conquistando il mondo attraverso la meravigliosa esperienza di averlo vissuto a base di sogni e fantasie a cui non rinunciare mai, a dispetto di quello che altri vorrebbero.

me meeting Mika
Mika live at Fnac

venerdì 6 luglio 2012

Arte, cultura, ironia e bellezza: è Amanda Lear

Esistono poche persone al mondo che potrebbero permettersi di intrattenere il pubblico anche solo parlando per ore ed ore senza annoiare e, anzi, raccontando ciò che ha reso grande, in un passato recente, il mondo e la sua decadenza. Amanda Lear è una di queste. Un monumento vivente all'arte, all'ironia ed all'intelligenza che ha fatto della sua passione per la vita ed il buon gusto un marchio di fabbrica. 

Amanda Lear
Tipico del sarcasmo di cui Amanda è ampiamente dotata, l'Artista è sbarcata ieri a Torino ("città che ci ha regalato Alba Parietti", dice) per inaugurare uno dei più importanti festival culturali italiani, "Teatro a corte": accompagnata dalla coreografa e partner artistica Blanca Li, Amanda ha presentato il film "Le Defi" assistendo alla sua proiezione con alcuni centinaia di fortunati ammiratori. Il lungometraggio è un prodotto davvero interessante ed innovativo poiché realizzato ben 11 anni fa ponendo le basi e le fondamenta a tutto il filone di film incentrati sul mondo dell'hip-hop che da anni spopolano a livello globale. 


Conflitto generazionale, pregiudizio, ma soprattutto passione sono gli elementi al centro di "Le Defi" dove una spettacolare Blanca Li guida un gruppo di dancers professionisti alla scoperta dei vecchi musical cogliendone gli aspetti precursori di quello che sarebbe stato: e poi c'è Amanda Lear che, seppur per breve tempo, calamita lo spettatore verso una dimensione spesso sconosciuta e che confina con la perfezione. 

Amanda Lear and Blanca Li
Amo Amanda Lear e avendola potuta ascoltare non mi è stato difficile capire perché si parli sempre più speso di fuga di cervelli dall'Italia: la paura di chi è vero, il timore di lasciar libero chi conosce la libertà sono concetti troppo spesso frustrati nel nostro Paese. "Il film è stato realizzato parecchi anni fa e già presentato al Festival di Cannes ma non è mai arrivato in Italia. E' una commedia molto divertente -dichiara Amanda- con tante scene di ballo al centro. Domani ripartirò perché in questo momento sto girando un film in Francia e voi forse non lo sapete ma se non mi vedete più in Italia è perché sono in teatro. Il teatro è stato davvero una scoperta, l'unico amore della mia vita in questo momento e per questo quando ho saputo che qui c'era un festival sul teatro a corte sono venuta di corsa! Anche per salutarvi ed essere con voi stasera".


Avere avuto l'opportunità di seguire la proiezione del film in sala con le sue protagoniste è stato un elemento altamente positivo nel rendere indelebile il ricordo dell'incontro che si è concluso con la stessa Amanda, protagonista indiscussa della giornata, salutare il suo pubblico con queste parole:"Dieci anni fa nessuno avrebbe mai pensato che questo tipo di coreografia, di ballo, sarebbe diventato un classico. L'importante nella vita è sempre essere la prima, sempre avanti rispetto alle altre nel fare cose belle, creative". E Amanda lo è, da sempre.

Me and Amanda Lear

giovedì 14 giugno 2012

Come digerire con La Pina

Già!!! E' accaduto anche questo: "lezioni" di digestione da parte de La Pina e lo staff di "Pinocchio" nel corso di un divertente aperitivo milanese. Un incontro davvero inusuale per quanto epico con chi rappresenta, per me, il benessere psicofisico quotidiano: Diego, la Vale e La Pina sono, infatti, i miei punti di riferimento in merito allo star bene che spesso coincide col non pensare. 

La Pina e Diego
Non solo. Al centro del meeting c'era infatti Brioschi col suo spettacolare cinghiale (che ora troneggia in duplice copia in casa mia) e non ho problemi nel dire che mesi fa sono stati i suoi miracolosi effetti digestivi a salvarmi la vita di ritorno da un viaggio in aereo dove credo di essere stato avvelenato e/o aver mangiato della plastica al posto della pasta. Tant'è. 

La Pina, Diego e la Vale
Grazie all'intervento di un piccolo ma ben nutrito gruppo di blogger milanesi si è potuto discutere di cosa stia sullo stomaco agli italiani e, bè, per quel che mi riguarda posso finalmente gridare ai sette venti che DETESTO quando mi chiedono "Che aria tira lassù?" oppure "Giocherai sicuramente a pallavolo o a basket data l'altezza" come se avessi scelto io di essere quasi due metri e come se PER FORZA dovessi essere costretto a queste discipline sportive che invece non mi piacciono. 

La Pina e il cinghiale
E' stato simpatico poter chiaccherare con La Pina, ascoltare Diego e soprattutto avere la conferma che la Vale non va già più a correre: il tutto con la complicità di ottimi cocktail a base di Brioschi. Insomma, oggi scoppio di salute!

La Vale, io, Carlotta, La Pina e Diego
Diego
La Pina
la mia salvezza

mercoledì 13 giugno 2012

Giocare ai video games con Lana Del Rey

Dicono sia stonata, sia sopravvalutata, sia finta e non meritevole di tutto il successo che sta ottenendo: per me e per quel che riguarda Lana Del Rey è vero tutto il contrario. Ho avuto la fortuna, l'immenso privilegio di assistere ad un suo live in Italia, l'unico al momento, per la sua partecipazione a "Le invasioni barbariche" (show che amo) e quello che ho visto e sentito ha rafforzato ogni mia convinzione. 
Lana Del Rey @ tv studios
Lana è bravissima e soprattutto diversa da ogni altra giovane cantante attualmente sul pianeta: la cosa che più ricordo dei due momenti canori che ci ha regalato in studio è il silenzio di piombo che è calato nel momento in cui Lei ha aperto bocca tramutandosi in moderna ed elegante sirena. Amo il fatto che una come Lana sfugga alle definizioni e che viva la propria musica come arte: questa è la sensazione che mi ha dato vedendola concentrata in due performances acustiche in cui l'emozione è stata protagonista. 

Lana Del Rey @ tv studios
E poi.. e poi c'è la sua bellezza e la dolcezza che l'ha portata a ricevere ad uno ad uno tutti i fans presenti all'interno del suv che la scortava: arrivato il mio momento, Lana mi ha ringraziato di essere stato lì sin dal pomeriggio ed averla aspettata nonostante la pioggia. 

Lana Del Rey @ tv studios
Non solo: mi ha chiesto nome e cognome e dopo poche ore Lei mi ha aggiunto su twitter. Che dire? Certe emozioni non si improvvisano: o si è grandi d'animo, o si è bravi attori. Ma lei non è attrice ma, anzi, cantante: e di grande talento.
me & Lana Del Rey
Un piccolo assaggio di quel che è stato: