L'Italia ha l'X-Factor. O, comunque, la versione italiana del format è la migliore al mondo. Patriottismo?! No. Parola di Simon Cowell, il padre del talent, che ieri ha presenziato alla conferenza stampa della nuova stagione di "X-Factor" osannando i giudici ed i talenti sino ad ora emersi.
Simon Cowell, Alessandro Cattelan, Fedez, Skin, Mika, Elio
New entry del programma, la pantera rock Skin (bellissima, lasciatemelo dire) che si va quindi ad aggiungere al ritrovato (ed antipatico) Elio, ad un sempre più acclamato Fedez e alla punta di diamante del talent, Mika.
Mika
Concentrato di talento, eleganza, intelligenza e diplomazia, è proprio il cantante inglese a dare lezioni di stile incarnando esattamente tutto quello che "X-Factor" va cercando: qualcuno che sappia Cantare (con la C maiuscola, appunto), che sappia stare al proprio posto brillando di luce propria prima ancora che di quella dei riflettori o degli effetti speciali.
Skin
Già, perché il talento lo si ha oppure no ma, soprattutto, Personaggio lo si è nel dna e non è una parte che si può recitare. Che l'X-Factor migliore al mondo sappia davvero compiere questo miracolo, Cowell? Speriamo.
Ogni volta che uno show televisivo si appresta ad inaugurare una nuova stagione piovono maree di promesse e dichiarazioni in merito a novità, sorprese, idee che a noi umani non è data la capacità elaborare. E puntualmente le aspettative vengono deluse di fronte alla realtà dei fatti: il prodotto rimane lo stesso, cambia al massimo la carta con cui lo si è confezionato. Non sarà così per "X-Factor": nonostante le dichiarazioni a caratteri cubitali sui media di qualche mese fa in cui la maggior parte dei giudici prometteva di dire addio alla carriera televisiva in funzione di quella musicale, solo Arisa è stata per "arcani" motivi accantonata per far spazio alla punta di diamante dello show, Mika.
Star di livello internazionale, Mika si appresta non solo a conquistare un pubblico se possibile ancor più ampio di quello che già possiede, quanto lo status di personaggio, di scoperta: già, perché con lui ci troviamo di fronte ad un grande professionista della musica che ha deciso di sperimentare una nuova dimensione del proprio lato artistico meritando il posto che gli è stato offerto grazie lo studio, l'impegno, la disciplina. Doti, queste, proprie dell'artista e non del miracolato.
"Ho scelto di fare X-Factor perché mi piace l'energia del programma" -spiega Mika nel corso della conferenza stampa di presentazione dello show -"Dopo aver avuto timore per anni di questo tipo di programma, ho finalmente scopato..oops, scoperto cosa realmente voglia dire: mi piace soprattutto la libertà che X-Factor permette, di dire anche tutto e niente contemporaneamente. Ho avuto la fortuna di trovare questi tre amici (Simona Ventura, Morgan ed Elio n.d.r.) e questa sembra essere una delle più belle esperienze della mia vita. E' molto importante per me scoprire il repertorio vintage italiano: al momento sono molto interessato a Mina ad esempio, e mi piacerebbe molto sperimentare nuovi arrangiamenti di brani italiani del passato".
Sento la necessità di dire che Mika si è espresso nel corso della conferenza stampa con un italiano molto più corretto di quanto la maggior parte degli italiani sarebbe in grado di fare.
Simona Ventura, veterana del programma, confessa di aver accettato nuovamente l'avventura "Per dare una possibilità ai giovani. Vanno date opportunità ai giovani così come non vanno date loro false illusioni. I ragazzi di X-Factor sono motivati, hanno voglia di fare e non sono rassegnati: dentro di me c'è sempre la necessitò di dare ai concorrenti una possibilità anche dopo il termine del programma".
Elio pensa allo show come ad un'opera di bene:"Faccio del bene a chi lo guarda perché do la possibilità alle persone di avere qualcosa di cui parlare per almeno due mesi. I social sarebbero vuoti altrimenti".
Incognita rimane, per me, la scelta di confermare nel cast la presenza di Morgan che con poca, inesistente professionalità si è presentato all'incontro con oltre un'ora di ritardo non giustificato. "Non so perché sono qua onestamente" -esordisce Marco Castoldi in arte Morgan- "Voi dovreste dire a me perché faccio X-Factor: perché faccio musica tutto il giorno, in maniera compulsiva, da pazzoide".
Lode al merito, dunque, a Sky per l'impegno nei confronti di uno show che propone musica sviluppandola in tutte le sue dimensioni possibili: l'edizione che si appresta a cominciare, infatti, coinvolgerà un carico di tecnologie come mai si è visto prima nella storia della tv.
Partendo dalla possibilità di seguire i backstage, a quella di scegliere da quale angolazione godersi i live, sino alla finale del programma che si concluderà al Forum di Assago con oltre 7000 persone presenti. Musica nella musica, dunque, con Mika a giudicare, inventare, parlare e far sognare.
Ci sono situazioni che non vanno raccontate: bisogna soltanto ascoltarle. Caso che alla perfezione si sposa all'unione di 4 talenti messi a disposizione di una schiera di giovani voci pronte a gareggiare per competere col titolo de "The Voice", la Voce appunto. Una sola. Speciale, di certo, magica perché diversa da quanto sentito sino ad ora. E posso assicurarvi che, avendo ad ora assistito a tutte le blind auditions, ciò che i Vocal Coach di "The Voice" sono riusciti a fare ha dell'incredibile: una sfida mai vista prima ma, soprattutto, mai ascoltata.
I Vocal Coah di "The Voice" photo: Marco Piraccini
Dopotutto soltanto per un progetto garanzia di massima qualità si sarebbe potuta scomodare una leggenda quale Raffaella Carrà, storia dello spettacolo, della tv, della musica, insieme alla competenza di Riccardo Cocciante, Noemi e Piero Pelù.
I Vocal Coach di "The Voice" photo: Marco Piraccini
Nella giornata di ieri si è svolta la conferenza stampa di presentazione del programma, in onda su Raidue da giovedì 7 marzo, e per la prima volta è stato come assistere ad una lezione sullo spettacolo piuttosto che ad una serie di nozioni tecniche relative a quel che la tv trasmetterà.
Questa prima volta fa rima con Raffaella Carrà:"E' la prima volta che affronto un programma così diverso da me. Ho visto questo show in Spagna: mi è piaciuto moltissimo sino ad emozionarmi e dopo nemmeno una settimana, al mio ritorno a Roma, mi hanno contatto proponendomi "The Voice". Visto che credo nel destino, evidente questo programma dovevo farlo a tutti i costi" confessa la leggenda "Mi auguro che questa sia una straordinaria vetrina per giovani con tanto talento e molta passione".
Raffaella Carrà @ "The Voice" photo: Marco Piraccini
E' la musica a dove trionfare e Raffaella spiega subito la sua visione delle cose "E' drastica questa posizione nella quale si distingue il pop dal resto: la musica è tutto. Che dire di Lady Gaga o Shakira? Sono cantanti che hanno voci pazzesche e sapere stare su un palcoscenico è qualcosa che serve anche ad un cantautore. Pelù, ad esempio, è andato a scuola dallo stesso professore di recitazione che ho avuto io! Cerco la voce ma anche un modo di comunicare: qui si parla anche di televisione. Non trattiamo il pop come fosse una cosa minore! In Italia è importantissimo aver avuto De Gregori, Negramaro, Venditti ma se noi abbiamo un tipo di musica che sa attraversare le frontiere ed andare in giro per il mondo, normalmente è una musica ironica, semplice, allegra e con energia. La musica è bella quando è bella e io non ho complessi". Raffaella docet.
Riccardo Cocciante @ "The Voice" photo: Marco Piraccini
Piero Pelù @ "The Voice" photo: Marco Piraccini
Noemi @ "The Voice" photo: Marco Piraccini
I Vocal Coach @ "The Voice" photo: Marco Piraccini
Raffaella Carrà @ "The Voice" photo: Marco Piraccini
Raffaella Carrà @ "The Voice" photo: Marco Piraccini
Raffaella Carrà @ "The Voice" photo: Marco Piraccini