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lunedì 16 febbraio 2015

Perché Sanremo è.. di più.

Lo spot recita "Perché Sanremo è Sanremo". Ma condivido solo in parte queste parole. Sanremo, vissuto dal dentro, prendendone parte in ogni sua sfumatura, è molto più di un nome, di un concetto. E' un'esperienza, certo, ma più forte ed intensa di quanto il termine possa evocare. 

Arisa, Carlo Conti, Emma, Rocio
L'accesso alla sala stampa dell'Ariston è, per chi come me è cresciuto a pane e Festival, come varcare le porte del Paradiso: ti ritrovi lì, a far tuo un luogo che diventa casa per una settimana, a condividere sorrisi, aspettative, immagini con colleghi illustri e meno, giornalisti, stagisti, addetti stampa, Artisti ed ogni altra forma professionale che possa dare un contributo alla parola Arte. 


Non capisci cosa Sanremo voglia dire finché non lo vivi: solo prendendo parte al circo che il Festival imbastisce ti capaciti di come 24 ore siano pochissime a gestire tutto l'universo che la kermesse comporta, istituisce. 

Malika Ayane
Presenziare alle conferenze stampa, con un sussulto al cuore ogni qualvolta il cellulare ti notifica una mail di mamma Rai che ti segnala il programma della giornata, è come assistere alla creazione di un film a velocità record: tempo di scattare un photocall con l'ospite del momento che, in pochi minuti, a centinaia stanno già animando web e stampa con filmati, racconti, riflessioni circa quello che è appena avvenuto e che, anzi, è ancora in corso d'opera. E tu ne fai parte. 

Irene Grandi
Sei presente in ogni nota riguardante il Festival, circa tutto ciò che almeno per una settimana fa sognare l'Italia consentendoci di dimenticare i problemi. Il Festival, dal suo interno, ti impedisce di pensare al fatto che possa esistere anche la tua "vecchia" vita al di fuori della città dei fiori: non ne hai il tempo perché è tutto così veloce e sorprendentemente bello da non concedere al cervello il lusso di preoccuparsi. Nemmeno delle 2, 3 ore di sonno consentite a notte. 

Raf
Nek
Fai fatica, certo, ma l'adrenalina e l'entusiasmo che scaturiscono dalla musica che ascolti una volta dentro l'Ariston son un rimedio molto più forte ed efficace di qualsiasi sostanza stupefacente: sei al Festival, respiri l'odore dei fiori dentro al Teatro Ariston e mentre scatti la sequenza di Artisti di cui ascolti dal vivo le esibizioni puoi anche permetterti il lusso di criticarne il look, proprio come faresti ed hai sempre fatto dal divano di casa. 

Albano & Romina
Solo che sei lì, e quando sul palco assisti alla reunion di Albano e Romina capisci che da casa sarebbe impossibile ascoltare il tuo stesso cuore battere così forte. Sanremo è Sanremo, certo. Per me è anche amore perché rappresenta tutto quello che amo nella sua forma più perfetta: è musica, è bellezza, è amicizia, è condivisione.

con Emma in sala stampa
Carlo Conti e Arisa
Il Volo
Grazia di Michele & Mauro Coruzzi
Nina Zilli
Malika Ayane
Chiara 
Giovanni Caccamo e Caterina Caselli

Nek

Lorenzo Fragola
Alex Britti
Tiziano Ferro
Dear Jack
Anna Tatangelo 

martedì 4 marzo 2014

Se vedo.. Arisa

Controvento, contro le polemiche, contro i pregiudizi, a volte e probabilmente anche contro le sue stesse paure: Arisa ha vinto. Ancora. Ed ancora. Non solo -se così si può dire- per il podio conquistato a Sanremo ma anche e soprattutto per il messaggio che ha portato alto dai suoi esordi e che l'ha contraddistinta tra mille e più talenti: quello di essere se stessa. Ossia di credere in un'idea e per questo fuggire dalla sua definizione. 


Arisa ritorna e conquista con la delicatezza della sua voce che si fa tormento e tuono nell'anima atta a filtrare la bellezza del quotidiano attraverso un sentire così tremendamente introverso da nascondersi nell'ironia. 


Vedere Arisa sorridere è uno spettacolo perché in quell'espressione cogli la soddisfazione di un'anima bella che vuole essere ascoltata ancor più che spiata, indagata: ecco perché "Se vedo te" merita, vince. 


Perché parla con semplicità di quanto più difficile possa esserci al mondo: vivere. Un vivere che vale la pena di essere raccontato perché medicina per l'anima nel momento in cui appartenente a chi ha saputo fare ciò che è, avvicinarsi a quello che genera felicità. E quindi il sorriso, appunto. 







domenica 24 novembre 2013

Arisa, un libro da ascoltare

Come un bambino, così una carriera può seguire lo stesso percorso evolutivo: nasce piccola, piccola e nell'arco di pochi anni può, guardandosi allo specchio, vedersi come un'altra persona. E'passato poco tempo, magari pochissimi anni, ma chi è cresciuto, volente o nolente, si è trasformato, evoluto in qualcosa di più complesso e bello. 


Arisa non è immune a questo percorso e nei 4 anni intercorsi dalla sua prima plateale apparizione pubblica ad oggi ci troviamo di fronte ad una donna, ad una cantante, ad una doppiatrice, ad un'attrice e ad una scrittrice. Di successo. 


"Non ho mai fatto nessuna scuola di recitazione. Non ho mai seguito corsi di canto, di doppiaggio, di scrittura creativa. Non ho mai fatto nulla. E questo contribuisce all'immagine trattenuta e bassa che ho di me: per quello che non ho fatto piuttosto che per quello che ho fatto mi dico di volar bassa, di non pretendere, di non aspirare a chissà che cosa" dichiara con disarmante sincerità Arisa nel corso della presentazione pubblica del suo nuovo libro, "Tu eri tutto per me". 


Un libro che, per chi conosce Arisa e la sua produzione artistico-musicale, non si discosta poi così tanto dalle sensazioni evocate e sperate nei testi già cantati con successo dalla stessa: l'amore disilluso, l'amore sognato, l'amore atteso ed ingannato. Il vivere a metà tra una speranza e la paura della sua realizzazione, il preferire l'umiliazione dell'autoconvincimento alla verità di un sogno crollato: il tutto attraverso il rapporto narrato di una coppia il cui componente maschile non ha un nome. Rappresenta semplicemente uno stereotipo. 


Arisa dimostra di non aver paura della verità: quella di essere e scrivere se stessa attraverso scelte ideologiche e sentimentali in perfetta adesione emotiva col suo sentire e il suo non voler "giocare facile". Come il bambino che si sviluppa di cui sopra, anche Arisa vuole crescere e lo fa coinvolgendoci nel suo meraviglioso processo di vita. Di scrittura. Di musica. Di voce.


lunedì 1 aprile 2013

L'amore con Arisa è un'altra cosa


Canta "Amami", come titola il suo ultimo tour, e ascoltandola verrebbe da chiedersi come possa essere possibile il contrario. Un concerto di Arisa è più un'esperienza sensoriale che uno spettacolo: inevitabilmente si è catapultati in una dimensione nella quale la sensibilità parla a stretto contatto con un'adesione alla realtà, alla verità di se stessi, da risultare fortemente emozionale e a tratti surreale.

Arisa live @ Amami Tour
photo: Marco Piraccini
Arisa, la sua voce, la sua band, incantano in una miscela di suoni e suggestioni fuori dal tempo: è così che i brani portanti del repertorio "ariasiano" si fondono con naturalezza a cover leggendarie che spaziano dai R.E.M. sino ad arrivare a Raffaella Carrà con un omaggio sentito e dovuto nella sua terra, Bellaria, che ieri sera ha ospitato l'"Amami Tour" registrando il pienone.

Arisa live @ Amami Tour
photo: Marco Piraccini
Di emozioni, di sensazioni, di un freddo reso caldo dalla voce di Arisa e dalla sua voglia di essere prima di tutto se stessa piuttosto che personaggio o costruzione artistica.


Ed è così che "La notte" è diventata tiepida, colma di luce e sorrisi: tutti elementi facenti parte di Arisa e della sua verità. Messa in musica.

Arisa live @ Amami Tour
photo: Marco Piraccini
Arisa live @ Amami Tour
photo: Marco Piraccini
Arisa live @ Amami Tour
photo: Marco Piraccini