sabato 13 giugno 2015

I Maroon 5 e il Paradiso

Adam Levine e i suoi Maroon 5 alla fine ce l'hanno fatta: dopo anni di attesa la loro musica ed un carico indescrivibile di ormoni hanno riempito il Forum di Assago lasciando a bocca aperta oltre 12000 spettatori.


Un sold-out prevedibile e quanto mai meritato per chi, con una carriera quasi ventennale alle spalle, non ha mai sbagliato un solo colpo o, per meglio dire, una sola nota: le due ore di concerto scorrono con la stessa velocità con cui si sceglie una playlist per i momenti migliori.


Niente chiacchiere, niente effetti speciali: tutto quello che serve è lì, su quel palco faraonico riempito dal talento indicibile di una band e del proprio leader che, una dopo l'altra, presentano al pubblico in delirio hit in successione come si trattasse di una catena di montaggio.


Adam Levine è l'effetto speciale dello show: lo è perché connaturato con la sua persona quello di essere semplicemente un capolavoro.


Impossibile non ricordare, e che Dio ci preservi per sempre dall'Alzheimer, la parte finale dello show, il tanto sospirato reprise in cui il divino Levine si denuda concedendosi alla folla senza t-shirt.


Ovviamente cantando con disinvoltura altre tre indimenticabile canzoni, altri tre successi planetari, ultimo dei quali il nuovo singolo "This summe's gonna hurt like a mother fucker". E, si, se davvero queste sono le premesse c'è da scommettere che questa estate ci riserverà parecchi colpi. Al cuore.

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mercoledì 10 giugno 2015

Al cospetto di Conchita

Che giornata!!! Dopo averla ammirata entrando direttamente in apnea durante la sua performance a Sanremo, dopo aver consumato letteralmente il suo primo album, "Conchita", finalmente ieri è giunto il momento di completare l'opera. Imparando. 


Conchita Wurst è una persona davvero magnifica: un personaggio, certo, ma soprattutto un'Artista; non credo affatto ci sia una farsa tra quello che propone su un palco e quello che è nella vita di tutti i giorni, quando abbandonate parrucche e ciglia finte può permettersi di confondersi tra la gente omologandosi anziché contraddistinguendosi. 


Non lo credo perché per essere Artista devi portare nella tua arte il tuo vissuto: e se Conchita da un anno a questa parte è riuscita ad incantare milioni di persone attraverso una naturale interpretazione del concetto di normalità, lo deve in gran parte alla profonda verità connaturata al suo essere. 


La conferenza stampa di presentazione dell'album del suo primo libro è stata, per me, una vera lezione di vita: la naturalezza, l'eleganza, il magnetismo con cui Conchita ha sostenuto quasi un'ora di chiacchierata con la stampa son state motivo di profonde riflessioni sulla necessità di essere felici. Per quello che si è e si sogna di essere. 


Bello, bellissimo è stato incontrala, poi, alla Mondadori di Piazza Duomo dove a centinaia hanno atteso il proprio turno per poterle esprimere ammirazione ed amore. Quando dalla musica, dal pensiero, nasce amore allora, credo, l'Artista che ne è artefice sia davvero degno di rientra nella definizione di "arte" così come in quella di "libertà".