lunedì 26 agosto 2013

Anna Marchesini emoziona "Da sola"

Il titolo di questo post non è del tutto corretto: Anna Marchesini non emoziona da sola poiché con lei e legate a lei ci sono per lo meno tonnellate di sensazioni, vagoni di pensieri, decenni di monumenti artistici che appartengono al nostro bagaglio culturale, storiche evoluzioni del pensiero e delle idee da diventare insegnamento per chi desideroso di osservare l'arte, conoscerla, studiarla. Sarebbe meglio, dunque, dire che Anna Marchesini è ritornata nel contesto che le appartiene, il teatro, riempendo il palcoscenico di infinite emozioni, di invisibili battiti del cuore, fremiti, lacrime, sorrisi che l'hanno resa grande, la rendono straordinaria, ce la fanno vivere come esempio di Artista nata e cresciuta dentro e attraverso il gusto, il rispetto, la disciplina.

Anna Marchesini in "Da Sola"
Il talento. "Da sola" è il titolo dello spettacolo che ieri sera, al Teatro San Domenico di Crema, la Marchesini ha dato vita: una lettura recitata e vissuta di un brano inedito in linea con i due romanzi sino ad ora pubblicati, "Il terrazzino dei gerani timidi" e "Di mercoledì".


Storie di vita non vissuta, di persone che si avvicinano al desiderio ma temono la sua realizzazione, persone che sognano e che si rimproverano per aver immaginato la felicità: dolore ed amara ironia si intrecciano nelle vicende narrate con passione e totale adesione emotiva da una magistrale Anna Marchesini, amatissima interprete di passione, divertimento, irreale ironia e tragica comicità.

Anna Marchesini in "Da Sola"
Anna Marchesini che abbraccia il teatro con tutta la forza che l'Arte le consente e che viene stretta, baciata, coccolata da un pubblico che la ringrazia di esserci stata, di esserci, E che l'attende di nuovo: per imparare cosa significhi vivere, sognare, emozionare in funzione di quello che si ama e si respira. Passione, Arte, Talento: Anna Marchesini non è mai "Da sola".

Anna Marchesini in "Da Sola"
io ed Anna Marchesini

sabato 24 agosto 2013

La musica?! E' Blue

Ci sono voluti dieci, lunghi anni prima di poter ascoltare nuovamente le loro voci.. e rivedere i loro volti. Ma, come cantano nel loro più grande successo, alla fine "un amore", l'amore, è l'arma necessaria per andare avanti, per poter conquistare il proprio posto nel mondo e nel vissuto emotivo e sentimentale di tanta altra gente. Milioni di persone, a dire il vero. Questo amore si chiama musica. 

Blue live @ Festival Show
I Blue sono tornati e l'hanno fatto come se il tempo non fosse passato: bellezza immutata dei componenti del gruppo, voci sempre e sempre più armonizzate a comporre melodie che ti entrano nel cervello e lo torturano, lo straziano, non lo lasciano libero. 

Blue live @ Festival Show
Attualmente in Italia per promuovere il loro ultimo album "Roulette", Duncan James (sempre sia lodato!), Lee Ryan, Simon Webbe ed Anthony Costa si sono esibiti ieri sera come ospiti d'onore della manifestazione "Festival Show" nel cuore di Mestre portando in piazza così tanta gente, ragazze e ragazzi delle vecchie e nuove generazioni, da non permettere l'ingresso di uno spillo nello spazio adibito allo spettacolo. 
Blue live @ Festival Show
Un solo corpo, una sola anima, un solo amore, appunto: non sono servite lauree specialistiche dedicate per capire che, sì, i Blue appartengono ad un'altra categoria, ad un'altra scuola. A quella degli artisti che sanno cantare, che conoscono il loro mestiere e lo rispettano. 


"Hurt lovers" tra le novità, "One love", "A chi mi dice"e l'immancabile "Sorry seems to be the hardest word" riproposte con la collaborazione di una grande orchestra di archi hanno incantato la folla, l'hanno sorpresa perché forse non abituata alla professionalità che man, mano ha abbandonato il mercato discografico negli ultimi anni. Oppure l'hanno incantata perché talvolta potrebbe essere sufficiente guardare... come in questo caso.
Duncan James @ Festival Show
Lee Ryan @ Festival Show
Simon Webbe @ Festival Show 
Anthony Costa @ Festival Show
Simon Webbe @ Festival Show
Lee Ryan @ Festival Show
Simon Webbe @ Festival Show
Anthony Costa @ Festival Show
Lee Ryan @ Festival Show 
backstage with Mr Duncan James

sabato 10 agosto 2013

Pravo, Pravissima Patty


C'è bisogno, ogni volta, di sottolineare, tentare di descrivere il talento? Sì, per me. Patty Pravo non potrebbe mai stufarmi, mai: sempre uguale a se stessa eppure così diversa, Nicoletta vive il palcoscenico respirando la musica che crea, recita, trasmette ogni volta con la massima intensità di cui un'artista può esserne capace. 

Patty Pravo live 2013
photo: Marco Piraccini
Proseguono gli appuntamenti live di Patty Pravo che infiamma questa già caldissima estate in attesa delle performance che l'attendono in America, tra le Cascate del Niagara e New York, da settembre: ieri sera è stata la volta di Civitanova Marche

Patty Pravo live 2013
photo: Marco Piraccini
Un live diverso, quello di ieri, che ha visto una Strambelli in stato di grazia esibirsi unplugged, con una formazione ridotta -un trio- davanti ad un pubblico sold-out incantato, rimasto col fiato sospeso per la durata dell'intero spettacolo. 

Patty Pravo live 2013
photo: Marco Piraccini
Un'ora in cui non c'è stato spazio se non per l'emozione, un'ora di classici, un'ora di musica che ci appartiene, che ci ha fatto crescere e che ci porta ad un altro livello, ad un'altra consapevolezza: quella che il talento va custodito, ammirato, curato, protetto. E così Patty Pravo, per l'ennesima, milionesima volta, è divenuta opera d'arte. Non solo persona, non solo artista. Qualcosa di più. Come "L'Immenso".

Patty Pravo live 2013
photo: Marco Piraccini
Patty Pravo live 2013
photo: Marco Piraccini





giovedì 1 agosto 2013

Le "visioni" di Amanda Lear

Niente più di un'opera d'arte può e deve essere esposta in una galleria. Non è difficile, dunque, capire perché la prestigiosa Art Gallery di Milano abbia invitato Amanda Lear nei propri spazi organizzandone una mostra di quadri concepiti e creati dall'estro dell'artista stessa. 

Amanda Lear: "Visioni" @ Milano Art Gallery
photo: Marco Piraccini
Ma anche senza quadri Amanda Lear andrebbe protetta e messa in risalto sotto le luci di un museo: già, perché è difficile concepire la potenza di una persona nella quale e per la quale l'intelligenza, l'ironia, il talento e la bellezza sono direttamente proporzionali. 

Amanda Lear: "Visioni" @ Milano Art Gallery
photo: Marco Piraccini
Ma Amanda è così: protagonista su un palcoscenico, provocante in sale di registrazione, geniale di fronte ad una tela bianca. "Visioni" è il titolo del vernissage in cartellone a Milano sino alla fine di agosto: una mostra nella quale la divina (come titola la sua nuova pièce teatrale) Lear si racconta attraverso i colori, le sfumature, le idee e le percezioni che caratterizzano il suo modo di vedere la vita e di approcciarsi ad essa. 

Amanda Lear: "Visioni" @ Milano Art Gallery
photo: Marco Piraccini
Con fantasia, certo, ma anche con tanta forza, decisione: lo dimostrano i suoi dipinti nei quali si passa da colori tenui, dolci, al tratto forte e permanente che delinea, tra le varie, "La pantera". Emblematica è anche la "figlia dei fiori", come si autodefinisce Amanda stessa, che vede nascere una variopinta flora dai capelli, o lo splendido Jimi Hendrix, così serio ma al contempo sereno poiché incorniciato da una cascata di colore.




Amanda Lear che non sfigura in una mostra, Amanda Lear che ci tiene a spiegare il significato delle sue opere, Amanda Lear che si racconta rendendoci partecipi della sua storia più simile ad una favola che alla vita. Ma, dopotutto, non ho forse detto in apertura che Amanda è molto più di ogni possibile definizione? 

Amanda Lear: "Visioni" @ Milano Art Gallery
photo: Marco Piraccini
Amanda Lear and Elio Fiorucci: "Visioni" @ Milano Art Gallery
photo: Marco Piraccini
Amanda Lear: "Visioni" @ Milano Art Gallery
photo: Marco Piraccini